Il vestito di mia madre
Firenze, 1938. Teresa ha diciassette anni quando a scuola si alza per contraddire un professore che difende le leggi razziali. La sua voce è troppo libera per restare muta. Il prezzo è l’espulsione da tutti gli istituti del Regno. Ma Teresa non ha mai saputo piegarsi. Cresciuta accanto a un padre apertamente antifascista, in una famiglia già impegnata nella militanza, sceglie la lotta clandestina. Diventa staffetta ribelle tra viaggi in treno, documenti nascosti nell’orlo della gonna e notti passate a stampare volantini proibiti. È così che scopre che la libertà non si eredita: si conquista. Dopo la Liberazione sarà la più giovane eletta all’Assemblea Costituente, e porterà nella nuova Italia la voce delle donne.
| Fascia età | Adulti |
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| Editore/Produttore | PIEMME |
